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L’alfabeto degli Alberi e l’astrologia celtica

calendarioalberi_1_E’ nota a tutti la straordinaria venerazione dei Celti per le piante: come sottolinea il De Gubernatis, “l’ombra degli alberi fu la prima testimone del culto degli Dei” e “le foreste erano colme di un mistero solenne dato dalla presenza di un Dio invisibile e per questo furono teatro dei loro riti”. Oltre a essere usate per la costruzione di case e di utensili di ogni tipo, le piante davano la salute, poiché erano la base di ogni medicamento risanatore; erano indispensabili in magia, perché la presenza di almeno una delle piante sacre assicurava l’efficacia della pozione. Ma esse intervenivano anche in questioni importantissime: per decidere se fare una cosa o il suo contrario si “tirava il legno”, affidando il responso allo spirito della pianta usata (di solito il Tasso, il sorbo o un albero da frutto). Noi sappiamo che i Celti avevano un alfabeto degli alberi, corrispondenza tra lettere dell’alfabeto Ogham e le piante sacre. La nostra fonte d’informazione è il cosiddetto Book of Ballymote che riporta due liste distinte di lettere dell’alfabeto Celtico Ogham (che si differenziano per piccoli particolari): a ogni lettera corrisponde una pianta. Da questo, per una interpretazione molto personale dello scrittore e poeta Robert Graves in un suo libro (La Dea Bianca) sono partite speculazioni su di un calendario degli alberi come base dell’astrologia celtica. In realtà non avendo prove documentate scritte, nessuno può sapere se questo è vero. Gli studiosi moderni sono quasi tutti d’accordo nel dire che B come Betulla e S come Salice sono solo modi per imparare l’alfabeto e per semplificare il ricordo ai bambini.

B – Beithe – Betulla
L – Luis – Sorbo rosso
N – Nuin, Nion – Frassino
F – Fearn – Ontano
S – Saille – Salice
H – Huathe – Biancospino
D – Duir – Quercia
T – Tinne – Agrifoglio
C – Coll – Nocciolo
M – Muin – Vite
G – Gort – Edera
P, nG – nGetal- Canna
Q – Quert, Queirt – Melo
R – Ruis – Sambuco
Ss, St – Straif – Prugno
A – Ailim, Ailm – Abete argentato
O – Ohn, Onn – Ginestra
U – Ur – Erica
E – Eadha – Pioppo bianco
I – Ioho – Tasso

C’erano poi cinque gruppi di lettere in combinazione, inserite nell’alfabeto molto più tardi, sempre con le loro piante corrispondenti:

Ea – Ebhadh – Pioppo tremulo
Oi – Oir – Edera
Ui, Pe – Uilleand – Caprifoglio
Io – Iphin – Uva spina
Ch – Koad – Boschetto

Gli scambi culturali con altri popoli, in particolare con i Greci, avevano fatto fatto conoscere ai Celti l’astrologia mesopotamica. I cosiddetti “zodiaci celtici” sono ricostruzioni moderne di un sistema oroscopico presunto, del quale sappiamo ben poco: nessuno ne aveva mai parlato prima di R. Graves. Lo zodiaco dei celti non ha nulla a che vedere con la nostra astrologia, ma è più simile allo zodiaco cinese degli animali.

Lo zodiaco Graves

Ipotizzato da Robert Graves, è stato il primo della storia degli zodiaci celtici e ha avuto un momento di straordinaria fama quando  è uscito il libro “la dea bianca”, un affascinante analisi del mito, in cui Graves affermò di aver scoperto l’alfabeto degli alberi in un manoscritto del 1600, Ogygia.

Betulla: 24 dicembre/20 gennaio
Sorbo rosso: 21 gennaio/17 febbraio
Frassino: 18 febbraio/17 marzo
Ontano: 18 marzo/14 aprile
Salice: 15 aprile/12 maggio
Biancospino: 13 maggio/9 giugno
Quercia: 10 giugno/7 luglio
Vischio: 8 luglio/4 agosto
Nocciolo: 5 agosto/1 settembre
Pruno: 2 settembre/29 settembre
Edera: 30 settembre/27 ottobre
Tasso: 28 ottobre/24 novembre
Sambuco: 25 novembre/22 dicembre

23 dicembre: Giorno vuoto (forse pioppo), solo per questo giorno, detto anche “giorno segreto della pietra grezza”.

Fonte: Il Cerchio di fuoco – Devon Scott

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Green Witchcraft III: the Manual

9781567186888

Ho finalmente terminato di leggere Green Witchcraft III, è il primo libro in inglese che leggo e ci ho messo un po’ prima di finirlo… ma alla fine non è stato così complicato, probabilmente perché è scritto in maniera semplice e scorrevole. Il libro è diviso in 8 sezioni (o classi) e in ognuna di queste presenta una lezione da apprendere:

-Introduzione alla stregoneria verde, attrezzature di base, altari.
-Creare un cerchio di apprendimento, meditazione, tecnica.
-La divinazione con l’Ogham celtici.
-La consacrazione di una statua, le coppie divine, giorni sacri
-Divinazione: sfera di cristallo, specchio nero.
-Creare incantesimi, erbe, magia delle candele.
-Regole di condotta Verdi, cerchio.
-Pietre e cristalli, preparazioni elisir

Ho trovato interessante la parte in cui parla degli Ogham, e anche quella sui sigilli a cui ho dedicato un post tempo fa (la ruota, il sigillo della strega). Per il resto è un libro carino, pratico, ma niente a che vedere con i primi due che ho divorato e apprezzato tantissimo! Consigliato soprattutto ai neofiti.


Alfabeti magici

Non c’è mago o strega che nel corso della sua attività non si imbatta nella necessità di scrivere una formula,
un segno, un simbolo o una frase magica. Per di più, ci sono volte in cui mantenere la segretezza diventa
questione fondamentale. Sotto questo aspetto, torna di estrema utilità poter disporre di un sistema di comunicazione impenetrabile ai profani.
Esistono numerosi alfabeti di tipo cifrato cui si può ricorrere. Nell’arte magica i più utilizzati sono l’antico alfabeto celtico delle Piante, noto anche con il nome di Ogham, quello runico norreno o anglosassone e il tebano.
 
Usati come alfabeti cifrati, i sistemi di scrittura Ogham, runico e tebano si prestano a meraviglia per tracciare
formule magiche, parole di potenza, invocazioni, sigle e segni sugli strumenti magici. Si potrà incidere il
proprio nome da strega su un talismano, oppure una segreta iscrizione su un pentacolo.
ALFABETO TEBANO