Mitologia e divinità Irlandesi

La mitologia irlandese non riuscì a sopravvivere integra alla cristianizzazione dell’Irlanda. Comunque molto è stato conservato, magari spogliato dell’originale significato, nella letteratura irlandese medievale, tanto che si può dire che la mitologia irlandese sia il ramo meglio conosciuto del ceppo celtico. Sebbene molti manoscritti siano andati distrutti e molto del materiale non venne affidato alla tradizione scritta ciò che rimane è sufficiente a identificare quattro distinti cicli narrativi, almeno in parte sovrapposti:

  • Ciclo mitologico
  • Ciclo dell’Ulster
  • Ciclo Feniano
  • Ciclo Storico

Nel ciclo Mitologico troviamo ciò che rimane dell’Irlanda pre-cristiana, ed anche in questo testo le divinità non vengono presentate come tali, ma come re o eroi importanti. Tratta la storia dell’Irlanda, attraverso le varie invasioni, a partire da tempi precedenti al diluvio biblico.
La prima serie di tradizioni riguardano i più antichi abitanti d’Irlanda. Quella più conosciuta riguarda il personaggio di Cessair, che sarebbe stata una nipote di Noè, per cui non ci sarebbe stato posto all’interno dell’arca. Cessair e i suoi seguaci, cinquanta donne e tre uomini, arrivarono solo quaranta giorni prima del Diluvio, venendo spazzati via, tutti eccetto Fintan, che si trasformò in un salmone. Fu lui a sopravvivere, grazie alla trasformazione, e a tramandare le tradizioni.
Sulla storia dopo il diluvio vi sono due visioni diverse; una dice che le terre irlandesi rimasero disabitate per 300 anni, ma che, circa 100 anni dopo il diluvio un giovane, Adna figlio di Bíth, esplorò l’Irlanda, ma si accontentò di portare con sé un ciuffo d’erba da mostrare alla sua gente al suo ritorno. La seconda versione sostiene che i Fomori, guidati da Cichol Gricenchos, si sarebbero stabiliti in Irlanda cent’anni dopo il diluvio.
Dopo di loro, la più importante invasione è quelle dei Fir Bolg, che introdussero il sistema giudiziario e la regalità. Questi vengono sostituiti dai Tuatha De Danann, “i figli di Danu”, che sconfiggono i Fir Bolg nella prima battaglia di Magh Tuiredh, ma il loro re, Nuada, perde un braccio e deve rinunciare al trono, perché secondo le tradizioni un invalido non può regnare. Prende il suo posto il suo rivale, Bres, primo re supremo dell’Irlanda e dei Tuatha De Danann. Bres, per metà fomoriano, porta le genti irlandesi sotto il dominio Fomoriano, ma Nuada, grazie al braccio d’argento che sostituisce il braccio perduto, guida i Tuatha nella seconda battaglia di Magh Tuiredh. Nuada perde la vita nello scontro, ma Bres viene ucciso da Lug, nipote di Nuada, che e diviene il nuovo Re.
I Tuatha vengono a loro volta sostituiti dai Figli di Mil. Il ciclo dell’Ulster è invece incentrato su Conchobar mac Nessa, sovrano dell’Ulster più o meno ai tempi di Cristo. Il principale eroe della saga è CuChulainn, grande eroe irlandese la cui figura è quasi venerata come quella di un Dio.
Nel Ciclo Feniano, o ciclo Ossianico, narra del clan dei Fianna, il cui protagonista è un altro dei più grandi eroi Irlandesi, Fionn il Biondo. Il ciclo Storico è in realtà una raccolta medievale di annali, redatta nei vari monasteri irlandesi.

I Tuatha De Danann

Nelle tradizioni irlandesi, i Túatha Dé Danann («popolo della dea Danu» o «del dio la cui madre è Danu») furono il quinto dei sei popoli preistorici che invasero e colonizzarono l’Irlanda prima dei Gaeli. Si ritiene che essi vadano identificati – in tutto o in parte – con gli dèi adorati dagli stessi Gaeli.

Dagda: è una divinità della guerra, conosciuto anche come Eochaid “colui che combatte con il tasso” o Ollathair”padre potente”. La leggenda vuole che Dagda guadagnasse la divinità promettendo di fare da solo tutto ciò che promisero di fare gli altri dei del cielo. Era detto il Dio Buono, perchè a lui venivano attribuiti i miracoli, oltre che la giurisdizione del tempo e dei campi. Una delle sue caratteristiche è un’Arpa magica, capace di suscitare molteplici emozioni; la sua arma è una clava che ha il potere di riportare alla vita, ed è il possessore del Calderone della Resurrezione.

Nuada: era il primo re dei Tuatha De Danann. Chiamato anche Airgetlám”mano o braccio d’argento”, perse, come già detto, il braccio nella prima battaglia di Magh Tuiredh combattendo con il campione dei Fir Bolg, Sreng. L’alleato di Nuada, Aengaba di Norvegia, affrontò allora Sreng, ma fu ferito a morte. Alcuni soldati di Dagda portarono Nuada lontano dalla battaglia, mentre i Tuatha recuperavano la parte superiore del braccio del re. In oltre bisogna ricordare che la spada di Nuada è uno dei quattro tesori dei Tuatha.

Lugh: indicato anche come Lugh “figlio del Sole” o “il luminoso”, Lewy “dalla lunga mano (Làmfata)” o Lugu, è protettore dei mercanti e dei viaggiatori, la divinità solare per eccellenza. Padroneggia tutte le arti, e diviene Re dei Tuatha De Danann dopo la seconda battaglia di Magh Tuiredh, e in seguito viene nominato Supremo Re dell’Eriù ( antico nome dell’Irlanda). E’ possessore del secondo dei quattro tesori, la lancia Slèabua che dona l’invincibilità; viene raffigurato biondo e senza barba, con la lancia in mano. La leggenda vuole che sia il padre del famoso eroe irlandese CuChulainn.
A Lug è dedicata la festa celtica di Lughnasad.

Tuireann: o Tuirill Biccreo, padre di , Luchtaine, Goibhniu e Creidhneconcepiti con Brigid. Gli altri suoi figli, concepiti con sua figlia Danand, includevano Brian, Iuchar e Iucharba, che uccisero il padre di Lug, Cian. Dopo che Lug ebbe la sua sofisticata vendetta, Tuireann morì di dolore sopra le loro tombe.

Ogma: o Ogmios, campione dei guerrieri dei Tuatha, è il Dio della forza e della battaglia, e secondo la tradizione, anche della scrittura. Dal suo nome, infatti, deriva l’antica scrittura Ogam, conosciuta solamente dalla casta sacerdotale e considerata uno dei Misteri. Ogma è anche colui che tramite la scrittura pratica la magia, incantando un oggetto. Inoltre la sua figura è legata all’aldilà, essendo colui che conduce le anime nel mondo dei morti, è considerato la parte oscura di Lug.

manannanManannan: mac Lirè il Dio del mare e di ogni vento; era presente nei culti precedenti all’avvento dei Tuatha, tuttavia lo si considera uno di essi. Manannan, conosciuto anche come Orbsen od Oirbsen, è il protettore di ogni isola sacra; si dice che regni sovrano nel Tir na Nog. Il suo nome deriva dall’Isola di Man, mentre Mac Lir significa semplicemente “figlio del Mare”. Attenzione a non pensare a lui come il figlio di Lir.

Bresera: figlio di Elatha, principe dei Fomori e di Eriù, e fu un re dei Tuatha, per quanto impopolare. Divenne re dopo la perdita della mano di Nuada durante la battaglia di Magh Tuiredh e sposò Brigit. Fece dei Tuatha una sorta di tributari dei Fomori. La leggenda dice che fece trasportare a Ogma la legna da ardere e fece costruire a Dagda trincee intorno ai forti. Dopo sette anni di tirannia fu spodestato da Nuada, e durante la battaglia di Magh Tuiredh definitivamente sconfitto.

Brigit: figlia di dagda e sposa di Bres è protettrice dei druidi, dei guerrieri, degli artigiani, dei poeti e dei guaritori. Aveva come epiteti Belisama “colei che brilla molto”, Sulis (non ha traduzione precisa, ma il senso era collegato al sole), Brigantia “l’altissima” e Bricta “brillante”. Dopo la cristianizzazione dell’Irlanda, Brigit divenne “Santa Brigida” nutrice di Gesù. Infatti la notte tra l’1 e 2 febbraio, originariamente la festa di Imbolc, è ora dedicata alla santa.

getmediaMorrigan: è la Dea Irlandese della morte e della battaglia. Padrona della metamorfosi, ama cambiare forma quando il suo scopo lo richiede; appare spesso come un corvo sui campi di battaglia, e nella saga di CuChulainn Ella appare all’eroe diverse volte in svariate forme. Secondo la leggenda veste di rosso, come rossi sono i suoi capelli, poiché il rosso è il colore dell’Aldilà. È possibile vederla mentre guida il suo Carro, trainato da un cavallo fantasma. Molti pensano che la Morrigan sia uno degli aspetti di Danu.

Danu: o Dana in Irlandese moderno, è la madre dei Tuatha de Danann ( appunto, “genti della dea Danu). Figura della madre per eccellenza, la sua figura è presente in quasi tutte le tradizioni celtiche ( basta pesare alla Dea gallese Don ).

Il Tir na Nog

Il Tir na Nog ( la terra dell’eterna giovinezza) è uno degli altri mondi della mitologia celtica. Qui risiedono i Tuatha de Danann e il cosidetto “piccolo popolo”, composto da fate, folletti, gnomi e altre creature. Il Tir na Nog è un’isola lontana, che a volte appare tra le nebbie, altre volte è raggiungibile attraverso lunghi viaggi; talvolta gli elfi o le fate invitano qualcuno ad andare nell’altro mondo. Qui la morte e la malattia non esistono, ma solo tutte le cose piacevoli della vita. In numerosi racconti ( come in quello di Finn) l’eroe che visita queste terre si trova talmente affascinato dalla bellezza della vita che per qualche tempo vi rimane, tuttavia, seppure trascorsi solo pochi giorni, al ritorno in patria scoprono in realtà essere trascorsi numerosi anni.

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